Gli Articoli
in Tedesco

DER, DAS, DIE – SECONDO IL PENSIERO TEDESCO

BILINGUISM

METODO FRAU ZORZENON ®

Sapevate che è possibile distinguere se una parola in tedesco è maschile, femminile o neutra?
I generi e gli articoli in tedesco si possono distinguere anche in base al significato che hanno le parole.
Frau Zorzenon ti spiega come fare
nel corso Tedesco Montessori.

“Salve Ragazzi, qui è la vostra Frau Zorzenon

La Frau di oltre 1500 Allievi, in più di 30 anni di insegnamento.

Parto dalla domanda che mi viene spesso fatta sugli articoli e sui generi del tedesco. Mi dite sempre che gli articoli in tedesco non sapete come studiarli e che quindi siete costretti a ripeterli in continuazione. Ricordarli per voi è alle volte motivo di frustrazione, soprattutto perché non riuscite ad entrare nella logica del neutro.

 Esempio. Perché si dice DAS KIND?

Risposta. Indice mano sinistra, VATER. Indice mano destra, MUTTER. Tra Padre e Madre, in mezzo c’è DAS KIND, ovvero il Bambino. Quindi, 50% del contributo del padre + 50% del contributo della madre: dall’unione di queste due energie nasce il bambino e, quindi, anche il neutro che è perciò il risultato finale di questa unione, a condizione però che le due energie siano paritarie.

Ma non è finita qui perché anche il DAS KIND ha un suo percorso. Questi rimarrà infatti un soggetto neutro fino a quando la bambina non avrà il menarca e il maschio la eiaculazione. Tale concetto si estende poi anche agli animali, ai vegetali e alle cose.

Quindi, per capire bene gli articoli in tedesco bisogna innanzitutto imparare a ragionare di base, occorre cioè imparare a ragionare secondo il pensiero tedesco, secondo gli archetipi che stanno alla base della lingua tedesca.

 Vediamo un altro esempio. Perché si dice DIE SONNE, che in italiano è di genere maschile mentre per i tedeschi è di genere femminile?

In entrambi i casi, si ha a che fare con la mitologia, quella latina per l’italiano mentre quella nordica per il tedesco. In quest’ultima, il sole era rappresentato dalla Dea Sun che, avvolta nei suoi capelli dorati, usciva ogni mattina con la biga e fecondava la natura e i campi con il calore che emanava dal suo corpo. La fecondità è pertanto donna e, proprio per questo motivo, il sole può essere solo che femminile.

Ora, da dove vengono tutte queste informazioni?

 Vi racconto la mia storia.

Io mi sono formata a Monaco sotto il Professor Senf che mi ha indirizzata sin da subito al Metodo Montessori. Pensate che costui parlava correntemente 12 lingue – conosceva anche il Veneziano di Sacca Fisola – ed era figlio di un minatore e di una casalinga.

In Germania, ho preparato poi con successo studenti italiani a sostenere l’esame di tedesco per entrare all’università e dato che una montessoriana è in grado di gestire con naturalezza qualsiasi materia, ho avuto anche l’incarico di insegnare matematica in una Scuola Steineriana di Monaco, anche qui sempre con grande successo.

Infine, dopo una parentesi al Parlamento di Strasburgo, come pure all’Università di Trieste, mi sono decisa a fondare la mia scuola, Ricercare Per Imparare, dove dagli anni 80 ho avuto oltre 1500 allievi, tra corsi individuali e corsi di gruppo. Qui, da buona terapista dell’insegnamento, ho potuto cambiare e indirizzare la vita di parecchie persone, molte delle quali erano state definite “soggetti senza sperate future”.

Qual è la pillola?

Ho restituito la dignità alle persone e innescato l’autostima.

Come? Mi chiederete voi… Togliendo il giudizio e puntando tutte le mie energie sulle qualità nascoste dello studente.

Ricordate, il voto (cioè il giudizio) è il cancro della scuola e della società italiana. Questo impedisce a qualsiasi soggetto di alzare le ali verso la sua realizzazione. Un 40enne insicuro, che non sa come gestire la vita, è il risultato della scuola italiana fondata – ripeto – sul giudizio.

Se vogliamo quindi ridare speranza alle future generazioni, dobbiamo come prima cosa sradicare questa modalità sociale! Come? Studiando ad esempio la lingua tedesca, che è ritenuta dai più una lingua complessa e difficile, quando invece – se solo la si affrontasse con la sua modalità – ci si accorgerebbe subito che è in realtà una lingua facile da gestire, tanto nello scritto quanto nel parlato. Parlare tedesco è uno scatto di autostima che, credetemi, non ha prezzo.

 

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